Stemma CFL group 2001
CFl site - Poesie simpatiche e goliardiche!

L'UCCELLO IN CHIESA

Era d’agosto, ed un povero uccelletto
Ferito dalla fionda di un maschietto
Andò a riposare un’ala offesa
Sulla finestra aperta di una chiesa.
Dalle tendine del confessionale
Il parroco intravide l’animale,
ma pressato da molti peccatori
che pentirsi volean dei loro errori,
rinchiuse le tendine e come niente
riprese a confessare la sua gente.
Ed in ginocchio si potea vedere
Fedeli che dicevano preghiere.
Ma una donna notò l’animaletto.
Lo prese e con amor lo pose in petto;
ma ad un tratto, un improvviso cinguettio
ruppe il silenzio nel tempio di Dio.
Rise qualcuno, e il prete a quel rumore
Il ruolo abbandonò di confessore
S’arrampicò sul portico veloce
E di lassù parlò ad alta voce:
"Fratelli chi ha l’uccello, per favore,
vada fuori dal tempio del Signore."
I maschi, a tal invito, con rossore,
s’alzaron tutti ma con gran stupore,
e il prete a quell’errore madornale,
"Fermi - gridò - Mi sono espresso male;
rientrate tutti e statemi a sentire;
SOL CHI PIGLIO’ L’UCCELLO DEVE USCIRE!"
A testa bassa e la corana in mano,
Le donne si alzarono piano piano.
Gridò il prelato: "STO SBAGLIANDO ANCORA,
RESTATE TUTTE QUANTE FIGLIE AMATE, IO NON
VOLEVO DIR QUEL CHE PENSATE".
Poi per chiarire ritornò a dire:
"Sol chi prese l’uccello deve uscire,
- però aggiunse a voce alta e tesa -
"alludo a chi l’uccello prese in chiesa".
Mortificate e nello stesso istante
Le monache si alzaron tutte quante-
Quindi, con evidente batticuore,
lasciarono la casa del Signore.
"SANTE, BEATE – esclamò il prelato,
SORELLE PERDONATE, HO ANCORA SBAGLIATO.
Insomma deve uscire piano piano
chi in questo istante ha l’uccello in mano!"
Una fanciulla, assieme al fidanzato,
nascosta in un angolo celato
pallida, sussurrò con viso assorto:
"TE LO DICEVO IO, SE NE’ ACCORTO!!"


ER POETA SFIANCATO

Quanno che er poeta
decide de fa canzoni
se sfragne lo cervello
se massacra li maroni...
perchè na rima bella
è ardua a fasse prenne
s'arifugia pe le strade
arisale e poi ne scenne.
E quanno che alla fine
quer poeta ormai sfiancato
s'aritrova pe le mani
na poesia, un mezzo fiato,
ecco allora che s'accorge
d'ave scritto solo na rima
e se sente a malincore
più cojone che de prima.


STELLE

Tra le stelle guardando
Una scorsi
La stavo ammirando
E verso di lei corsi.
Bella vera era
Tanto da non veder altro
Ma l'ombra nera
Mi fece un colpo scaltro.
Guardarla difficile era,
Parlarle ancora di più
Tanto che non fosse vera
A pensare mi misi su per giù.
A parlare riuscii
Col cellulare che tutto può
E senza chiedere ausilii
A fanculo mi mandò.



VIDE 'E TE MOVERE

Ogni mattina a Napoli un impiegato si sceta.
Sa che dovrà arrivare prima del masto, o lui si incazzerà.
Ogni mattina a Napoli un masto si sceta.
Sa che dovrà arrivare prima dell'impiegato, o lui farà tardi.
Quando schiara juorno non importa se sei un masto o un impiegato, comunque sia...VIDE 'E TE MOVERE!!!


INTOLLERANZA

Perché mi giudichi dai miei capelli colorati?
E non ascolti quello che ho da dire...
Perché mi giudichi dall'orecchino al naso?
E non discuti con me di ideali...
Perché mi giudichi dalle catene che indosso?
E non mi lasci esprimere...
Perché mi giudichi dai miei vestiti strappati?
E non ti chiedi se credo in qualcosa...
Sei troppo preso a giudicare il mio aspetto esteriore
Tanto da non accorgerti che c'ho pure gli occhi storti...


POETI IN CALORE

Lo disse Dante,
lo confermò Beatrice,
se apri le gambe
ti farò felice.
E pure Leopardi
insieme a Boccaccio,
dissero in coro:
Orsù...Mi ti faccio!!
Cantava il grande Omero
ripreso da Montale,
se mostri le pudenda
io ti farò del male.
Perchè i poeti tutti
baciando rime e canti
han voglia di patata,
la voglion tutti quanti!!


DONNA

Donna! Ho bisogno di te
Donna! Fammi felice
Donna! Ti aspetto a mani aperte
Donna! Fammi realizzare il mio sogno
Donna! Ho quasi tutto
Donna! Manchi solo tu
Donna! Se arrivi ...
Faccio Scala Reale!


PER UN PELO

Per un pelo son quasi caduto dalle scale,
per un pelo ho rischiato uno scontro frontale,
Per un pelo ho rischiato di morire,
Per un pelo non rischiavo di marcire,
Per un pelo ho rischiato di perdere il lavoro,
Per un pelo ho rischiato di perdere 10 kg d'oro,
Per un pelo ho rischiato di subire una vendetta...
Forse è ora che mi faccia la ceretta!!


SERMONE SOLENNE

Sotto Sua Santità Sisto Sacerdote Sommo si segnalò singolarmente Silvio Sassetti senese.

Salmista stimato, serio, studioso, scienziato sapiente, schiarì splendidamente scibili sconosciuti, sproloquiò spietatamente sul suo secolo, stigmatizzandolo severamente.

Storico saggio, sicuro, solerte, signoreggiò sugli sciocchi seccatori, sagacemente sprezzandoli. Sebbene senza sane supposizioni stranamente spregiato, stette saldo, si serbò sempre suddito sottomesso, sopportando saviamente stupide satire sleali, segretamente stampate.

Sorvolando sugli scemi sentimentalismi settari scrisse, stigmatizzandoli, sedici studi storici sapientemente semplici, sereni, scultorei. Sublime, si sacrificò soccorrendo secondo suoi sinceri sentimenti sociali.

Strapazzatosi si stremò, subiti sette salassi senza sentirne sollievo, sfinito, sul scendere serotino salmodiando santamente spirò.


IL WATER DEI COLOMBI

Sul piedistallo ritto e conturbante
posa con mano aperta il sommo Dante.
Voluto fu così da un tale zombi
Per farci il sommo water per i colombi,
le cui cacatine svolazzano ancora
sin dal tramonto fino all'aurora,
tingendo il poeta d'un tale colore
che emana pungente un triste fetore.


MUTEVOLEZZA

Il passato dà certezza
il futuro insicurezza,
il domani è una schifezza,
l'altro ieri una delizia...
ogni giorno può cambiare,
devi solo saper rischiare...
se la noia vuoi provare
nel presente devi restare!


CONTADINO TOSCANO

Da quando e ti vidi i mi core e battea come un branco di cignali ai galoppo,
La tu pelle la parea quella d'un conigliolo sbruzzao,
I tu occhi e pareano i fari d'un trattore di notte.
T'amo io berva!!
Un posso sta' senza di te, come la terra la un po' sta' senza i concio.
T'amo io bestia!!
Come la mosca l'ama la merda!!!


M'ILLUMINO

M'illumino d'immenso
e se mi attacco alla corrente
m'illumino ancor
più intensamente.


E VEDO TE

Guardo il sole e vedo te,
guardo la luna e vedo te,
guardo il mare e vedo te,
guardo le stelle e vedo te...
Aho, ma te voi leva dalle scatole!!!


IL SASSO

Camminando per strada m'accorgo di un sasso,
lo calcio, lo alzo, me lo porto a spasso:
è duro e rugoso che mi pare de acciaio,
quando sento un odore più forte dell'aglio:
l'olezzo mi penetra sin dentro il cervello,
mi buca le narici come un martello,
ma non riesco a capire da dove m'arrivi:
dalla strada, dal cielo o dai tombini.
Quando d'un tratto l'illuminazione,
un colpo di genio da gran professore:
il sasso alla scarpa s'era attaccato,
era la merda che un cane aveva cacato.


CHAMPAGNE

Lo Champagne,
con il suo perlàge,
con il suo aroma,
con il suo bouquet,
mi inebria,
innalza il mio spirito verso nuovi orizzonti,
rinfresca la mia gola riarsa,
come un chiaro rio sorgivo...
A BIRRA NO, ME FA SCUREGGIA'!!!

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